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Smart Brick: flop annunciato?

Quando LEGO ha presentato SMART Play al CES 2026, il tono scelto non era esattamente prudente.

Sul proprio sito, LEGO arriva a definirlo “la nostra innovazione più rivoluzionaria dalla creazione della minifigure nel 1978”. Il sistema ruota attorno allo SMART Brick, un mattoncino 2×4 dotato di sensori di movimento, riconoscimento di SMART Tag e SMART Minifigure, luci, suoni e possibilità di aggiornamento tramite app. LEGO Official Shop

Insomma: non è tecnicamente “solo un mattoncino con due lucine”.

Ma il problema, secondo me, è proprio un altro.

È tutto questo davvero abbastanza per essere raccontato come una rivoluzione?

Io sono stato molto scettico fin dall’annuncio.

E qualche mese dopo, almeno guardando alla prima ondata Star Wars, qualche domanda in più viene spontanea.

LEGO SMART Brick illuminato, al centro di onde concentriche

Da MINDSTORMS a un mattoncino che fa “pew pew”

La cosa che trovo più straniante è guardare SMART Play pensando a ciò che LEGO aveva già realizzato molti anni fa.

Prendiamo MINDSTORMS EV3.

L’EV3 Brick era un vero computer programmabile: processore ARM9, sistema operativo Linux, memoria espandibile tramite microSD, USB, Bluetooth, possibilità di pilotare motori, leggere sensori e realizzare programmi complessi. LEGO offriva sensori di colore, giroscopici, a ultrasuoni, infrarossi, touch, data logging e strumenti di programmazione veri e propri. LEGO Official Shop

Potevi costruire un robot.

Potevi programmarlo.

Potevi decidere tu cosa dovesse fare.

Potevi creare comportamenti, condizioni, cicli, variabili, elaborare dati e interagire con l’ambiente.

E tutto questo più di dieci anni fa.

Oggi invece ci viene presentato come svolta epocale un mattoncino che riconosce determinati elementi, reagisce al movimento e restituisce principalmente suoni, luci e reazioni predefinite. SMART Play ha effettivamente accelerometro, sensore colore e un sistema di riconoscimento di Tag e Minifigure; quindi tecnologicamente è più sofisticato di quanto l’aspetto lasci intuire. Ma l’esperienza che arriva al bambino rimane volutamente molto più semplice e chiusa. LEGO Official Shop

Ed è qui che personalmente faccio fatica a entusiasmarmi.

Non perché SMART Brick sia tecnologicamente banale.

Ma perché il risultato finale mi sembra banale rispetto alla tecnologia che contiene.

Robot LEGO MINDSTORMS EV3 con unità programmabile, motori e sensori

Una tecnologia sofisticata per fare cose semplici

Il paradosso è proprio questo.

SMART Brick è pieno di tecnologia.

Riconosce come viene mosso, identifica personaggi e oggetti tramite SMART Tag, modifica i propri comportamenti e può ricevere aggiornamenti.

Poi lo metti dentro un X-Wing e senti il rumore dei laser.

Lo metti vicino a una minifigure e parte una reazione sonora.

Muovi una spada laser e senti il relativo effetto.

Si accende qualche luce.

Nel set 75427, per esempio, LEGO pubblicizza duelli con suoni di spade laser, esplosioni, rumore dei motori dell’A-Wing e persino la Marcia Imperiale quando Palpatine viene posizionato sul trono. LEGO Official Shop

Carino?

Sì.

Divertente per un bambino?

Probabilmente sì.

Rivoluzionario?

Qui comincio a perdermi.

Perché siamo passati da sistemi LEGO nei quali la tecnologia era uno strumento nelle mani dell’utente, a un sistema in cui la tecnologia decide principalmente quale effetto sonoro riprodurre in base a ciò che stai facendo.

È una differenza enorme.

Con MINDSTORMS la domanda era:

“Cosa vuoi costruire e programmare?”

Con SMART Play diventa molto più spesso:

“Quale reazione ha previsto LEGO quando fai questa cosa?”

E poi c’è il problema dei suoni

Su Star Wars la scelta è stata particolarmente rischiosa.

Star Wars possiede alcuni degli effetti sonori più riconoscibili della cultura popolare.

Un TIE Fighter deve suonare come un TIE Fighter.

Una spada laser deve suonare come una spada laser.

R2-D2 deve sembrare R2-D2.

Se utilizzi un piccolo altoparlante inserito all’interno di un mattoncino, inevitabilmente il risultato ha dei limiti fisici.

E infatti una delle critiche emerse fin dai primi test è proprio la resa audio e, più in generale, quanto l’esperienza corrisponda alle aspettative create dalla licenza. Anche Brickset, discutendo il debutto Star Wars, ha sottolineato come SMART Play sembri adattarsi molto più naturalmente a temi come City o Pokémon, nei quali la precisione di un suono cinematografico iconico pesa meno. Brickset.com

Per dirla in maniera meno diplomatica: se vendi l’idea che la galassia prende vita, poi il rumorino gracchiante deve reggere il confronto con cinquant’anni di sound design di Star Wars.

Auguri.

Un lancio molto meno universale di quanto sembrasse

C’è poi un dettaglio che per noi italiani è abbastanza significativo.

SMART Play non è stato lanciato in Italia.

Ancora oggi il sito LEGO italiano mostra i prodotti e tutta la comunicazione relativa al sistema, ma specifica chiaramente che non sono disponibili per l’acquisto nella nostra area. LEGO Official Shop

L’Italia è rimasta fuori dal lancio iniziale, insieme ad altri mercati, nonostante la dimensione della campagna globale. SmartWorld

E questa scelta per me crea già un piccolo cortocircuito nella narrativa:

la più grande innovazione LEGO dai tempi della minifigure…

ma non puoi comprarla in Italia.

Fantastico.

Tre mesi dopo: sconti fino quasi al 50%

Poi arriviamo alla parte più interessante.

Le vendite reali non sono pubbliche, quindi non possiamo dire con certezza che SMART Play sia commercialmente un flop.

Questo va chiarito.

Ma ci sono alcuni segnali che quantomeno rendono legittima la domanda.

A giugno 2026 Brickset ha analizzato i prezzi Amazon UK della prima ondata Star Wars e ha trovato riduzioni molto pesanti a soli tre mesi dal lancio.

Lo Yoda’s Hut and Jedi Training 75422, inizialmente a £59,99, era sceso fino a £30,83, praticamente il 49% in meno.

Il Luke’s Landspeeder 75420, da £34,99, era arrivato a £20,40.

Molti altri set della gamma risultavano scontati attorno al 25%. Brickset riportava inoltre numeri Amazon relativamente bassi per le vendite mensili di alcuni modelli rispetto a linee come City, Creator o Ninjago. Brickset.com

Non era soltanto Amazon UK: nello stesso periodo venivano segnalate riduzioni anche presso John Lewis, Smyths, Sainsbury’s, Tesco e altri rivenditori britannici. Brickset.com

E il fenomeno non si è fermato lì.

A settembre, il nuovo Millennium Falcon SMART Play compatibile 75426 viene monitorato in Europa con prezzi fino a 67,99 € contro un listino di 99,99 €, circa il 32% di sconto. Il 75427 Throne Room Duel & A-Wing è stato rilevato attorno ai 119,99 € contro 159,99 €, il 25% sotto listino. BrickPrice

Questo da solo non dimostra un fallimento.

I set LEGO vengono scontati continuamente.

Ma riduzioni molto importanti a pochi mesi dal lancio di quella che dovrebbe essere una piattaforma strategica completamente nuova sono almeno un segnale da osservare.

C’è anche un problema di ingresso nel sistema

Un’altra scelta che non mi convince è la divisione tra set All-in-One e set semplicemente SMART Play Compatible.

Il Mattoncino SMART non viene venduto liberamente con ogni set.

Alcuni prodotti contengono SMART Brick e caricatore; altri hanno soltanto SMART Tag e Minifigure compatibili e richiedono quindi di possedere già un set All-in-One per sfruttare la parte interattiva. LEGO stessa specifica che, al momento, i Mattoncini SMART sono disponibili nei set All-in-One. LEGO Official Shop

Quindi puoi comprare un set SMART Play…

che non è realmente SMART fino a quando non ne compri un altro.

Non esattamente la porta d’ingresso più immediata del mondo.

Però c’è una cosa da riconoscere

Nel frattempo LEGO non sembra affatto aver abbandonato il progetto.

Anzi.

La seconda grande applicazione, dedicata a Pokémon, sembra aver corretto alcuni dei problemi della prima ondata.

I primi riscontri sono decisamente più positivi: il sistema viene utilizzato per allenamenti e battaglie tra Pokémon, riconoscimento dei personaggi e interazioni che si sposano apparentemente meglio con la natura del franchise. Anche recensioni recenti molto favorevoli descrivono i set Pokémon SMART Play come molto più convincenti nell’uso della tecnologia. The Verge

E questo rende la storia ancora più interessante.

Forse il problema non è lo SMART Brick.

Forse il problema è come è stato lanciato.

Quindi: flop annunciato?

Per la prima ondata Star Wars, al momento, qualche indizio c’è.

Sconti importanti molto presto.

Disponibilità geografica limitata.

Un sistema che richiede determinati Starter Set per funzionare completamente.

Un’esperienza interattiva che, almeno per me, appare decisamente meno rivoluzionaria rispetto al modo in cui viene raccontata.

Ma soprattutto rimane quella sensazione iniziale che non riesco a scrollarmi di dosso:

abbiamo davvero bisogno di questo?

Perché il mio problema con SMART Brick non è che funzioni male.

È che continua a sembrarmi una soluzione tecnologicamente sofisticata alla ricerca di un problema da risolvere.

E più lo confronto con ciò che LEGO era capace di fare con MINDSTORMS, più il contrasto diventa evidente.

Prima avevamo centraline programmabili che permettevano a un bambino di costruire un robot e decidere autonomamente come dovesse comportarsi.

Oggi abbiamo un mattoncino che, dopo anni di ricerca e una quantità impressionante di tecnologia miniaturizzata, riconosce Darth Vader e fa partire un suono.

Non so se SMART Play sarà un flop.

È troppo presto per dirlo e Pokémon potrebbe perfino dimostrare che l’idea aveva semplicemente bisogno del contesto giusto.

Ma una cosa posso dirla.

Se questa è davvero “la più grande innovazione LEGO dalla minifigure del 1978”, allora forse il problema non è quello che fa lo SMART Brick.

È quello che abbiamo deciso di chiamare innovazione.

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